Estintori a polvere: come funzionano e cosa dice la legge sulla loro gestione

Estintori a polvere

Estintori a polvere: le informazioni principali

Il primo intervento su un principio di incendio può essere gestito con gli estintori, tra le varie tipologie di estintori ricordiamo gli estintori a polvere.

Dopo questo quadro preliminare possiamo capire meglio come funzionano gli estintori a polvere. Come è chiaro dalla definizione, l’estintore a polvere, che presenta un involucro in lamiera d’acciaio, è caratterizzato dall’utilizzo come agente estinguente di polveri che possono essere composti salini, ma anche bicarbonato di potassio o di sodio. Queste soluzioni sono adatte per lo spegnimento di incendi di classe A, B e di classe C (liquidi infiammabili e gas infiammabili).

 

Estintore a polvere: altre informazioni tecniche

 

Continuiamo a parlare di estintori a polvere ricordando che, tra gli agenti estinguenti, è possibile includere il solfato di ammonio e il fosfato monoammonico. In questo caso si parla di soluzioni specifiche anche per l’estinzione di incendi facenti parte del gruppo A (incendi di combustibili solidi come carta, legna e carbone). Quando l’estintore a polvere spegne l’incendio lo fa grazie a un processo ben preciso, che può essere soffocamento, inibizione chimica o raffreddamento.

Tra gli agenti estinguenti più utilizzati per gli estintori a polvere è possibile ricordare le polveri polivalenti, altamente efficaci e adatte per lo spegnimento di diverse tipologie d’incendi. Questi estintori, caratterizzati da tempi di scarico compresi tra gli 8 e i 15 secondi, possono essere utilizzati anche per spegnere incendi su impianti elettrici sotto tensione.